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    frati36
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      Egr.dottorisempre molto gentili e di alta professionalità.
      Ho 72 anni,peso kg.77,alt.cm.175 e in buona salute.
      Dal 1996 ho iniziato a soffrire di fibrillazione atriale parossistica ( a volte anche flutter )con crisi sempre più crescenti di numero e di intensità,tanto da essere sottoposto ad ablazione transcatetere nel 2003.
      L’intervento con il tempo mi ha risolto il problema della fibrillazione,che non accuso più da oltre 1 anno,ma soffro ora di un elevato numero di battiti ectopici sovra-ventricolari.
      L’ultimo Holter dinamico annuale dice:
      “Ritmo sinusale.
      Frequente extra sistolia sopra ventricolare isolata.
      Non aritmie ventricolari.
      Non alterazioni ST riferibili a ischemia transitoria.”
      Il numero di extra sistoli è 1560 (= 1,488% battiti totali.

      Dal1996 la terapia è stata:
      _antiaritmico Almarytm mezza compressa 2 volte al giorno
      -Ticlopidina 1 cpr/giorno
      sempre confermata dai controlli medici annuali.

      All’ultimo controllo cardiologico del giugno scorso il medico,visto l’Holter dinamico ed i seguenti esami del sangue:
      azotemia 32
      glicemia 91
      colesterolo tot.189(con Crestor 10 mg. a giorni alterni)
      trigligeridi 67
      HDL 61
      LDL 106
      K 3,7
      piastrine 183
      e tutti gli altri nella norma
      +
      pressione arteriosa 125/70
      +
      un fratello con infarto a 60 anni
      il medico ha confermato Almarytm e Crestor ed ha sospeso Ticlopidina.

      Ho quindi sospeso la ticlopidina,ma mi rimane il seguente forte dubbio:
      con 1560 battiti ectopici/24 ore è effetivamente buona norma sospendere l’antiaggrgante? o sarebbe più prudente,data l’età (72 anni) e una familiarità per cardiopatia ischemica,continuare ad assumerlo?
      Rigrazio in anticipo per una gradita vs.opinione e/o suggerimento per il mio dubbio.
      Cordialità.

      #2133
      carter
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        L’indicazione alla terapia antiaggregante o anticoagulante si pone solo per le aritmie atriali croniche come la fibrillazione che, determinando dei flussi ematici disordinati negli atri, favoriscono la formazione di trombi e coaguli negli stessi, i quali, potendosi frammentare, si è constatato che aumentano molto il rischio di ictus trombotici.
        In realtà attualmente si tende ad usare la terapia anticoagulante nella fibrillazione atriale CRONICA, mentre per il flutter la terapia antiaggregante va valutata caso per caso.
        Nella sua situazione attuale, essendo il ritmo atriale sostanzialmente conservato (i battiti irregolari, per quanto frequenti, se non sono “organizzati” non alterano la dinamica dei flussi ematici abbastanza da permettere la formazione di coaguli), l’uso dell’antiaggregante mi sembrerebbe un eccesso terapeutico, soprattutto considerando i non banali effetti secondari sulla mucosa gastrica, e quindi la decisione del collega cardiologo mi sembra appropriata.

        Saluti

        #4718
        frati36
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          Grazie della immediata risposta.
          Seguirò il suo parere.
          Saluti

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